Il ritmo delle stagioni

Tutto inizia in Autunno

Il nostro lavoro comincia a ottobre, quando la vendemmia dell’annata precedente è ormai terminata e la vigna deve recuperare la struttura originaria. È questo il momento in cui prepariamo il letto per il sovescio, un miscuglio di essenze che semineremo a mano. Terminata la semina, spargiamo il cornoletame tramite una pompa a spalla in rame.

Le attività invernali

Non appena l’ultima foglia della vigna si stacca dal tralcio, cominciamo a potare le piante una ad una, a mano. Prima che arrivi la primavera e le gemme inizino a gonfiarsi, le proteggiamo con piccole dosi di zolfo puro di miniera. Nello stesso periodo, impostiamo la nostra forma di allevamento, il Guyot: leghiamo orizzontalmente i tralci fruttiferi e irroriamo nuovamente la terra di cornoletame.

Finalmente la Primavera

Per proteggere le foglie appena nate da possibili attacchi fungini e mantenere intatta la loro attività foto-sintetica usiamo una poltiglia protettiva e lo zolfo di miniera, due antiparassitari naturali che non contaminano la linfa della pianta. Spruzziamo poi sul terreno tisane a base di Equiseto. Le erbe che crescono vicino alle viti – e che potrebbero ostacolarne la crescita – sono eliminate manualmente perché ci ostiniamo a non usare mezzi meccanici. E’ adesso che inizia la fase della scacchiatura, una pratica che consente alla pianta di sviluppare tutte le sue parti in armonia con le altre.

Entusiasmo estivo

Quando i grappoli iniziano a prendere forma, eliminiamo manualmente i getti non fruttiferi. In questo periodo le piante crescono molto, così intrecciamo le cime dei tralci fruttiferi al filo più alto, essendo fortemente contrari alla cimatura. Due o tre volte prima della vendemmia, spruzziamo in aria, sopra le viti, il cornosilice. Il preparato, trasformato in gocce piccolissime, viene anche vaporizzato su tutta la vigna. Nelle settimane che anticipano la vendemmia, ricontrolliamo le piante e i frutti diradando i grappoli in eccesso o malati.